E lo chiamavano rap
Molti cantanti improbabili, video girati in location kitsch o trash e ragazze appariscenti. Appello ai poeti: esprimetevi sui versi dei brani, che non reggerebbero messi a confronto con gli improvvisatori in lingua sarda «Vorrei suonare la console deejay!», dichiarava felice un mio alunno dall’orecchino di plastica (detto “espansore”, come appresi in seguito). «Non vorrei deluderti – risposi con serafica…
